sabato, 21 novembre 2009 | 19:00


"Sabato ti ho vista poco felice", mi ha detto l'Agne. Domenica ero scazzata, presa malissimo, mi odiavo per essermi comportata da cogliona la sera prima. Lunedì sono andata a Cuneo da Davide, risentivo ancora del week end di scazzo e mi sono sciolta solo quando, a letto, mi ha abbracciata. Mi ha fatta ridere, "ma ridere di cuore" come dice il nuovo singolo di Tiziano Ferro. Sono rimasta a casa sua fino a giovedì mattina che l'ho accompagnato all'ospedale a donare il sangue, poi siamo andati insieme a Pinerolo e da lì ho preso il treno per Torino.
La nebbia di questi giorni mi uccide, è fatale per il mio (già pessimo) umore.

Ieri sono stata alla Fnac alla presentazione della biografia dei Velvet: c'era Pier. Quell'uomo, che tra l'altro compare nella colonnina qua a destra al secondo posto tra le "people" che amo, mi ha sempre ispirato una dolcezza esagerata, confermata dalle quattro chiacchiere che ci siamo scambiati dopo l'intervista. Tutto ciò mi ha ricordato quel 07.07.07 e Tina e una serie di altre cose perse.  {"un'altra cosa che ho perso, o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta, all'improvviso, senza preavviso, che rende inferno ciò che era paradiso"}. Ho realizzato che mi manca, nonostante il peggio sia passato ormai da più di un anno, e che non importa quanto due persone si amino: talvolta le strade si separano. E le colpe, ammesso che ce ne siano, bisogna spartirsele a metà. Fine. Rassegnazione. (l'idea di rivivere una situazione del genere mi ghiaccia il cuore, giuro).
Ieri sera poi, ho avuto un'illuminazione: insoddisfatta. Ecco come mi sento. Ecco come tradurre in un concetto chiaro l'impressione che sabato scorso ha avuto l'Agne. Mi sento poco a posto con me stessa. L'imperante necessità di rimettermi in discussione, di nuovo, dopo pochi mesi di pace. Se ci fate caso, quando mi pareva che dentro di me andasse tutto bene, ho cominciato a preoccuparmi del "fuori": volevo dimagrire. Beh, ora che ero a metà dell'opera, torno a strafottermene dei chili in più e di tutto quanto il resto. La priorità si sposta nuovamente, stavolta da fuori a dentro.
Quel che è peggio è che sono tornata alla mia iniziale disillusione, con una vena di cinismo, individualismo e senso di superiorità. Non credo più a niente. E sono profondamente incazzata con me stessa, ma mi stimo, mi rispetto e mi amo. Credo in me, ecco in cosa credo. E basta.



FraFrienne
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sabato, 14 novembre 2009 | 16:05


Che giornata strana, questa. Stamattina mi sono svegliata convinta di essere un'ora in ritardo, ho fatto tutto di fretta e quando ero pronta ho preso il cellulare per quantificare il ritardo e ho scoperto di aver inspiegabilmente letto male l'ora e di essere, quindi, in ultra-anticipo. Ho fatto colazione con calma, mi sono sistemata i capelli con calma, ho fatto tutto con calma e son finita con l'uscire di casa comunque in ritardo (XD). Però poi la sorte ha voluto che i semafori si sincronizzassero per lasciarmi passare e sono riuscita a prendere il tram che poco prima, vedendomelo passare davanti, pensavo di aver perso. Dunque quei cinque-dieci minuti di "attesa mezzi pubblici" che calcolo quando devo andare da qualche parte li ho risparmiati e a lezione sono comunque arrivata puntuale.
Il prof ha iniziato la lezione con una citazione di Antoine de Saint-Exupery, cosa alquanto insolita per un corso di economia e gestione delle imprese. Me la sono appuntata e poi per tre ore ho preso appunti sulla New Net Economy. A fine lezione un leggero mal di pancia preannunciava l'arrivo, puntualissimo, di cattivissime "notizie". A Palazzo Nuovo (che quando è deserto lo sento un po' più "mio") incontro l'Agne, facciamo il punto della situazione in dieci minuti contati (raccontandoci reciprocamente le non-novità), poi arriva la prof e la seguo in aula. Mi preparo psicologicamente ad una lezione noiosissima di un grigio sabato pomeriggio di novembre allietato da un simpatico mal di pancia e invece.
L'educazione sentimentale di Flaubert. Il Kitsch di Kundera (ah, che soddisfazione aver letto per interesse personale i libri citati a lezione, mi capita così raramente *_*). Il pensiero del cuore di Hillman. La sensibilità "camp" di Susan Sontag. L'estetica antinaturalistica dell'eccesso di Almodovar.
E fu amore.
Quando poi ha accennato alla dialettica arte&&vita (citando sir Oscar Wilde), che era essenzialmente l'argomento della mia tesina di maturità (ah, se ci ripenso, una delle poche cose di cui sono davvero orgogliosa), ho pensato di alzarmi e andare a stringerle la mano.
L'entusiasmo è stato parzialmente smorzato dal mal di pancia che, passata l'una, ha cominciato a farsi pressante. Sono tornata a casa a piedi, nonostante il freddo e la voglia di arrivare in fretta, perchè dicono che in questi casi "camminare fa bene". Boh, per strada e appena arrivata a casa, mi venivano i lacrimoni. Comunque ho preso la mia mela, mi sono fatta il mio té verde e avvolta nei tigrini (nome affettuoso con cui chiamo la mia personale coperta di Linus, per intenderci :D).
E tutto procede. Inesorabilmente (questa nota grave non è fuori luogo, solo la metaforica punta di un iceberg di pensieri che non mi abbandonano mai).

P.S.: L'Agne che mi dice "non farlo mai!" non me la scorderò.



FraFrienne
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lunedì, 09 novembre 2009 | 18:31


Domani torno a Torino, dunque sono già in fase di preparazione valigia, il che mi fa passare la voglia di iniziare qualsiasi cosa poichè prevale la sensazione che questa debba in qualche modo rimanere incompiuta, a metà. Una settimana di vacanza mi ci voleva proprio. Non che finora abbia fatto 'sta gran fatica all'università, ma proprio perchè da qui si inizia a fare sul serio. Dovrò, insomma, cambiare mentalità. Stop al cazzeggio, far fruttare il tempo libero, organizzare lo studio, etc etc.
Per fortuna ieri sera sono riuscita a vedere Erica (ormai era già qualche settimana che ci ripromettevamo di vederci e poi non si riusciva). Mi ha raccontato di aver incontrato S., un nostro ex compagno di classe delle medie, in treno, che le ha chiesto di me e dell'Agne, se ci frequentavamo ancora. "Quando riusciamo sì", ha risposto lei, e mi ha riferito che lui ha commentato dicendo che era una bella cosa, che "[siamo] tre personalità così diverse.. e così belle..". Abbiamo riso di lui (bonariamente eh :D) per quella sua uscita che in realtà, a pensarci, mi ha colpito. Una cosa che mi piace tantissimo è quando le persone dimostrano di aver capito delle cose di te che tu non hai mai deciso di mostrare. Io, Erica e Agnese sappiamo di essere quel tipo di amiche lì, che non sono fatte necessariamente per stare assieme, ma più semplicemente sono cresciute assieme fin da piccole, come sorelle, e perciò sono legate da un affetto indissolubile. Lo dimostra il fatto che tutte e tre abbiamo preso strade diversissime, eppure quando ci ritroviamo (nonostante le occasioni siano sempre più rare) nulla sembra cambiato. Magari sono mesi che non ci vediamo e, dopo un abbraccio e un bacio, al più banale dei "come va?" sarei capace di confessare loro il mio segreto più intimo, così, di botto. Nessun bisogno di ricreare l'atmosfera, di ristabilire un po' d'intimità: le sento sempre vicine, nonostante passino anche giorni senza sentirci e settimane senza vederci.

Per assurdo poi Erica è un capricorno e Agnese un pesci: i due segni contigui all'acquario, cioè il segno in opposizione al mio (leone). Davide è capricorno e mio fratello è pesci. E credo tutto sommato di poter dire che queste quattro siano le persone più importanti nella mia vita, al momento. Tutte persone che non mi assomigliano, con le quali riesce a emergere quella dualità del rapporto, fatta di incontri così come di scontri (con Erica e Agne molti meno, ma ai tempi delle medie si litigava eccome :D). Ho notato che molte altre persone che sono state importanti hanno lasciato un segno, per poi però perdersi per strada, mentre gli arieti in qualche modo son rimasti (Ema, Elias, Stefano) e devo ammettere che sono anche le persone con le quali ho trovato maggior sintonia. C'entra forse il fatto che leone e ariete siano entrambi segno di fuoco, maschili e positivi? ;) E ancora, è solo un caso che Alessandro - l'unica persona con la quale ci sia stata una così brutale rottura e tanto risentimento - sia proprio dell'acquario, il mio segno in opposizione? Boh, dell'oroscopo m'interessa poco e niente, ma a me 'sti profili astrali intrigano non poco :D.


FraFrienne
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giovedì, 05 novembre 2009 | 19:43


Sono arrivata a casa lunedì sera e già martedì non ne potevo più. Ho cominciato quasi subito a litigare con mio fratello e partire col piede sbagliato sortisce sempre effetti negativi. Non sopporto essere provocata e mio fratello non fa altro; non sopporto vedermi addossate colpe che non ho e mia madre non fa altro; non sopporto chi non cerca neanche di capire e/o ascoltare le ragioni di un'incazzatura e mio padre non fa altro. Ma che ci sto a fare io qui? U_U
Fatto sta che mi sono estraniata. Per cercare di litigare il meno possibile parlo poco, rido poco, non faccio troppe domande, non esprimo ogni parere che vorrei esprimere e cerco di attirare su di me meno attenzioni possibili. Vorrei che gli altri, soprattutto mio fratello, facessero lo stesso.
Sono state giornate piuttosto vuote, queste. Essermi tolta il peso dell'esame ha svuotato notevolmente i miei pomeriggi che fino a lunedì erano traboccanti di pagine da leggere; inoltre ho potuto riflettere su tutta quella serie di questioni che settimana scorsa mi hanno occupato la mente creando quella confusione che, inevitabilmente, fa sembrare le cose più grandi di quanto siano in realtà.
Non è che poi abbia fatto tutto quest'ordine/chiarezza, ma perlomeno ho ridimensionato la cosa e trovato un paio di "motivazioni", autoconvincendomi delle quali riuscirei, forse, a superare i momentacci in cui mi sembra di perdere il controllo.
Maledette insicurezze. A Natale regalatemi un po' di spavalderia.



FraFrienne
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martedì, 03 novembre 2009 | 01:43


Ho passato il week end chiusa in casa per preparare questo stramaledetto esame che rimandavo da gennaio. Essermi persa Halloween non mi è dispiaciuto particolarmente, un altro discorso invece è essermi persa Davide a Torino :(. Generalmente il giorno pre-esame lo dedico interamente allo studio: non ci sono santi che tengano. Eppure anche questa volta è arrivato lui a scombussolarmi ritmi e piani: il sabato sera siam stati svegli fino a tardi a "discutere" su msn, la domenica mattina l'ho sprecata dormendo, il pomeriggio è successo un fattaccio che mi ha distratta fino a sera, quando lui è venuto a "salutarmi", per poi decidere di rimanere a dormire da me. "Ti faccio prendere 30", mi diceva tra un bacio e l'altro e io ridevo per l'assurdità della frase e rispondevo solo "dubito!". La mia massima aspirazione per quest'esame era 20, inoltre la domenica di ripasso era volata via così ed io ero rimasta a metà con la rilettura delle dispense. Non riuscivo ad essere preoccupata o agitata (non è proprio da me), e a differenza delle altre volte un votaccio, purchè sufficiente, mi sarebbe sembrato un dono del cielo :D. Fatto sta che la mia tattica di farmi interrogare tra gli ultimi funziona sempre. Non sono una di quelle che "prima me lo tolgo, meglio è", sono dell'idea che patire qualche ora vale la pena, soprattutto se riesci ad ascoltare le domande-risposte delle interrogazioni precedenti. Ed è solo per questo banale motivo qui (e altri piccoli accorgimenti quali: dimostrarsi sicuri di ciò che si afferma; dimostrare di saper ragionare sui concetti) che a un certo punto Lusso ha alzato la testa, m'ha guardata e mi fa: "Trenta!". Io boh, credo di esser scoppiata a ridere perchè davvero non aveva senso XD: arrivare aspirando a 18 e uscire con 30. Che soddisfazione sentire il suo sguardo posato sulla mia mano che firmava il registro: la firma che più mi ha resa orgogliosa in vita mia! :D Me lo son proprio goduto quel momento. Di solito faccio uno sgorbio, per non metterci troppo tempo, invece oggi ho fatto una di quelle firme che faccio ripetutamente quando a lezione mi annoio, pasticciando i fogli degli appunti: la F e la T allungate verso il basso, stile Harlow Solid Italic.
Fatto sta che uscita di lì alle 14.30 circa, ho deciso di farmi un giro in via Roma e regalarmi un po' di sano shopping. Risultato: + un paio di skinny jeans scuri, con cernierina alla caviglia; + un paio di tronchetti neri che ho subito sostituito ai vecchi per tornare a casa.
Per tutta la giornata poi qualcuno lassù ha deciso di farmi sentire apprezzata :D. A cominciare dall'assistente che, mentre mi interrogava, sollecitata dal prof. a darsi una mossa fa: "vorrei finire con lei, è piacevole da ascoltare"; passando per 3 apprezzamenti alquanto banali, ma meno "invadenti" dei soliti, da parte di uomini, di cui: un ragazzo in via Roma che passandomi accanto ha detto con un tono di voce stranamente normale "che carina!" (di solito o bisbigliano da maniaci o urlano da esibizionisti e usano aggettivi di tutti i generi, esclusi quelli più ovvi quali "carina", "bella" et similia O_o); un signore di mezza età, in stazione a Torino che mi chiedeva una monetina e al mio "mi spiace, no" mi fa "perchè sei troppo bella?" (che di per sè non ha senso, ma nessuno mi ha mai risposto così XD); un ragazzo in auto che passava davanti alla stazione di Novara, dove io stavo aspettando mia mamma, che addirittura si è avventurato in una semi-conversazione "hai bisogno di un passaggio?" "no grazie" (e sorridevo babbiona, non capendo chi fosse e cosa volesse) "posso farti un complimento?" "..." (e capivo - chiaramente in ritardo - la domanda precedente) "sei single?" "no no, grazie no" XD. [noterete che "no, grazie" e "no, mi spiace" sono risposte standard che usciranno dalla mia bocca cento volte al giorno XD]. La cosa più bella, di 'sta scena, è che dopo un signore mi fa "signorina, voleva portarla a casa?" e rideva. C'abbiam riso su e poi ho subito chiamato mia mamma "oh, stai arrivando?!" XDD.
Direi che la giornata è stata positiva, ma neanche un inaspettato 30 eguaglia la felicità che provo a dormire abbracciata a lui: la sua pelle, le sue braccia, il suo respiro regolare e il suo collo da baciare piano finchè non mi addormento.



FraFrienne
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sabato, 31 ottobre 2009 | 19:28


Ho voglia di. Una macchina da scrivere, un modello vintage, chessò una Olivetti di prima generazione. Una settimana a Parigi con una reflex e qualche soldo in tasca e il vento nei capelli e la erre moscia. Una camera da letto con le pareti giallo banana e le lenzuola bianche e tanta luce la mattina. Un carlino con cui addormentarmi sul divano e la sensazione di amore materno che provi nel portare comunque a passeggio un cane, pure contro voglia, pure con dieci gradi sotto zero fuori. Un fenicottero (anche finto) nel giardino. Andare in palestra e fare fatica, sentire il mio corpo rispondere agli stimoli. Vedere un campo di lavanda o uno di tulipani. Un nuovo paio di tronchetti nuovi, senza tacco, per l'inverno. Farmi quel benedetto tatuaggio. Comprarmi un vestito, un paio di scarpe e un cappellino anni '20. Andare al mare, un giorno solo, abituarmi al suo ritmico infrangersi sugli scogli e sentire la sua mancanza nel viaggio verso casa, in autostrada con le luci della città e un silenzio tutto da ascoltare.



FraFrienne
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giovedì, 29 ottobre 2009 | 12:46


Ho la testa piena di pensieri. Fosse per me scriverei di continuo, ma mi limito a un post qui ogni tanto e una pagina di diario ogni due giorni (poichè generalmente è quella la frequenza ciclica con cui perdo e riacquisto uno straccio di equilibrio personale). Qualche settimana fa, in uni, seduta accanto a me c'era una ragazza che nelle pause tirava fuori un'agendina e scriveva, scriveva, scriveva: oltre ad essersi guadagnata la mia simpatia, mi ha rincuorato sapere che non sono l'unica al mondo a tenere un diario in borsa e a scriverlo in treno, in un parco, tra una lezione e l'altra, etc. Mi ricordo l'inverno scorso, Federica (la mia ex coinquilina che ora ha cambiato appartamento) aveva avuto una brutta giornata e aveva preferito andare a letto presto, quando invece di solito facevamo le nottate a guardare film, parlare, giocare. Io son rimasta sveglia, sul divano con la tv accesa, e dopo un'oretta lei è tornata, ha preso un quaderno e si è messa a scrivere, scrivere, scrivere. Le ho sorriso, per tutto il tempo, senza disturbarla e quando ha posato la penna lei ha sorriso a me e, dopo un po' di chiacchiere e un accenno generale alla situazione, è tornata a dormire che era tutta un'altra persona. Ecco, se c'è una cosa che mi fa stare bene quella è capire le altre persone, sapere di poter comprendere le loro sensazioni in un determinato momento e poter comunicare con loro con un semplice sorriso. Ecco, quindi, una cosa che non mi fa stare bene, se non addirittura che mi fa stare male, è non capire le altre persone, guardarle negli occhi mentre parlano e non saper qualificare nè quantificare i loro sentimenti, guardare le loro mani, mentre spiegano, e non capire dove vogliono arrivare.
Nel frattempo studio quasi continuamente perchè lunedì ho un esame che rimando da gennaio e che ora darò giusto per levarmelo di torno, pregherò il prof perchè mi cacci almeno con un 18 (la mia media T_T disperazione), ma io quel libro non lo voglio rivedere mai più. Ieri mi sono interrotta giusto per: pranzare, cenare, farmi una doccia e stirare due lavatrici di roba. Ah no, una pausa me la son presa anche per vedere Uomini&Donne, ma di fatto ne ho visto molto poco perchè mi sono addormentata, strascomoda, e quando mi son risvegliata ho preferito quasi rimettermi a studiare.
Oggi ho solo un paio d'ore di lezione, non so se fermarmi in uni a studiare dopo, o se tornare a casa. Di sicuro frutterei di più in biblioteca, ma volete mettere studiare a casa con una bella tazza di tè verde? Bevo tè verde di continuo, a tutte le ore del giorno, per colazione, per merenda, dopo cena, per pranzo quando non ho voglia di far da mangiare, etc. A ogni sorso sento il mio corpo che mi dice "grazie tesoro, di fatto non cambia un cazzo, ma ora so che mi vuoi bene". L'unica volta che il mio corpo ha davvero risposto a qualche mio comportamento "carino" nei suoi confronti è stato quest'estate quando da un bicchiere d'acqua al giorno son passata a berne un litro e mezzo XD. (viva le mezze misure).
Ah, è ormai qualche giorno che continuo a sognare situazioni quotidiane, reali, magari riferite alla sera stessa, in cui gli altri si comportano come io vorrei che facessero. Comincia a darmi fastidio, sia perchè mi sento egoista, sia perchè spesso il riscontro con la realtà è deludente. Avete idea di quanto sia triste sognare di aver ricevuto un sms tanto desiderato ed accorgersi a metà mattina che era solo un sogno?
P.S.: ultimamente mi sento davvero una brutta persona. boh. (mi son persa per strada un pezzetto di me, mi sa).



FraFrienne
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domenica, 25 ottobre 2009 | 13:45


Ho molta poca voglia di studiare e altrettanta poca di mangiare, stranamente. Ormai è quasi un mese che, per un motivo o per l'altro, mangio la metà di quel che mangiavo solitamente eppure la differenza non si nota: così come prima non ingrassavo pur mangiando tanto, ora non dimagrisco pur mangiando poco. La soluzione più semplice sarebbe accontentarmi di quel che sono, ma non mi va. Alla fine sarebbe controproducente, continuerebbe solo ad alimentare le mie insicurezze. Voglio piacere a me stessa più di quanto piaccio o non piaccio al resto del mondo. Voglio per una volta poter mandare affanculo qualcuno solo perchè so di essere migliore di lui: è una soddisfazione che devo ancora togliermi (e qui chiaramente eludevo dal discorso peso forma, eh).
Stama
ttina, dopo una serata non proprio "ordinaria", mi son svegliata con in testa "Verranno a chiederti del nostro amore" di De Andrè. Ed è per questo che sono qui, perchè volevo ascoltarla e nel mentre mi è venuta voglia di scrivere. Adoro quella canzone. C'è una frase che mi rimane sempre in testa, che è «digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre, come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre», ma è un'altra quella che mi colpisce di più, ogni volta che la sento: «le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore, dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre", nell'ipocrisia dei "mai": non son riuscito a cambiarti, non mi hai cambiato lo sai». Ho sempre visto molto infantilismo nei miei coetanei quando si prodigavano in invettive più o meno campate per aria contro "le persone false, chi non ti dice le cose in faccia e l'ipocrisia". Se ci fate caso l'adolescente medio mette questo genere di cose nella top 5 delle più odiate/fastidiose. E c'ha anche ragione eh, ma per me era diverso. Io partivo dal presupposto che le persone non fossero sincere, causa o effetto del fatto ch'io stessa non fossi sincera con loro (fatta eccezione, of course, per quelle poche persone che si sono guadagnate sincerità reciproca e che possono sì e no contarsi sulle dita di poco più che una mano). La sincerità, di fatto, non è mai stata una delle mie qualità ed io mai mi son spacciata per tale. A salvarmi dal diventare una persona orribile è stato un altro valore, a cui credo molto più profondamente, che è quello dell'onestà. La differenza sarà sottile per molti di voi, ma io la percepisco nel profondo, così chiara e distinta che un comportamento disonesto saprebbe uccidermi, mentre un'insincerità mi lascerebbe pressochè indifferente.
Lo stesso discorso è sempre valso anche per l'ipocrisia: non mi è mai sembrato un peccato capitale, l'ho sempre considerato qualcosa di più simile a un'umana debolezza, decisamente comprensibile. Con lui è cambiato anche questo. Le belle parole? Non le voglio più. La più schietta delle verità, dov'è? Quella che ti fa star male da cani, ma ti lascia il diritto di incazzarti. Ecco di cosa ho voglia. Ho voglia di incazzarmi, perchè è da un paio d'anni che ho l'impressione che l'amore mi tolga più di quanto mi dà. Quando lasciai Stefano, andava tutto benissimo, mancava tipo una settimana a fare un anno assieme, e io un giorno sono stata zitta per un paio d'ore e poi gli ho detto "Ste, mi manca qualcosa, non sei tu la persona che cerco". Quando ho lasciato Elias il contesto era decisamente più complicato da spiegare, ma arrivati al dunque, il nocciolo è stato "non c'è niente che non va, non sei l'uomo della mia vita". Quando Alessandro ha tentato di lasciarmi, mi diceva "non sono la persona giusta per te, ti meriti di meglio", ma quando alla fine mi ha lasciato per davvero, definitivamente, mi ha detto "non sei la donna della mia vita, non siamo fatti per stare assieme" (anche se in modo leggermente meno delicato ._.). Come dicevo ieri a Davide, mi sembra la cosa più naturale del mondo: due persone provano a stare assieme e se non sono fatti l'uno per l'altra si lasciano. Ma il punto è: se fossimo davvero fatti per stare assieme, come potrò accettare che mi lasci?

Detto questo, vado avanti.
(p.s.: fa l'amore come un Dio ♥). 




FraFrienne
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in : stream of consciousness, bitter words

lunedì, 19 ottobre 2009 | 13:14


Ho sbagliato ancora. Avrei dovuto reagire diversamente, ma non sono stata capace di guardare oltre l'apparenza e ho attuato il più elementare metodo di reazione causa-effetto. Se solo, sul tram, in mezzo a tutta quella gente, avessi deciso di rispondere a quell'sms dopo essere arrivata in aula, avrei già avuto una visione diversa delle cose. Invece quando ho letto quelle parole ho sentito in bocca il sapore amaro della fine e, sotto i piedi, mi è mancato improvvisamente quel terreno di stabilità e sicurezza che fin'ora lui mi aveva dato e: panico! E, si sa, il panico è causa di tante morti inutili. Devo tenerlo più presente, non dimenticarlo, ripetermelo anche quando non serve: don't panic, girl!
C'ho fatto la figura della persona debole che non sono: ho qualche fragilità, di cui non mi vergogno affatto, ma è ben diverso dall'essere una persona debole. Mi rode essermi sentita dire "non farla tragica, non essere catastrofica", quando io son la prima a detestare ogni forma di tragicità/catastrofismo nelle persone. Come scrivevo qualche post fa, la sua presenza mi fa essere qualcosa che non sono; come dicevate voi: è amore. Fine. Preso atto di questo, mi controllerò: in fondo è la cosa che so fare meglio.
Tutta questa menata del concorso durerà fino ad agosto/settembre, quindi tanto vale che mi vivo questi mesi senza pensarci troppo. Quando sarà il momento ci penseremo, nel frattempo la vita potrà offrirci un milione di altre possibilità e strade da prendere e.
Per il momento ho solo un obiettivo: ricentrare la sua attenzione su di me.



FraFrienne
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sabato, 17 ottobre 2009 | 22:41


Da un paio di giorni a questa parte fa freddo, davvero freddo. E nonostante tutto il sole è ancora lì, e scalda. Non come d'estate, s'intende, ma lo si sente ancora, sulla pelle, il suo tocco delicato. E io oggi, sono stata per ore seduta sul balconcino di camera mia, al sole, a guardare la strada con lo sguardo assente di chi "è altrove". Non so come ho fatto a farlo passare quel tempo: non pensavo a niente, non facevo niente. Ero altrove. Ogni tanto sentivo solo il battito del cuore accelerare. Ho fatto la valigia pensando ad altro: l'ho aperta e chiusa tipo cento volte, accorgendomi di volta in volta che o avevo dimenticato fuori qualcosa o avevo messo dentro qualcosa che mi serviva. Nervosa, mi sono mangiata un'unghia e sentivo qualcosa nello stomaco aggrovigliarsi. Per pranzo una mela è tutto quel che ho avuto voglia di mangiare. Nell'altra stanza Monica e Marco, dopo una nottata in giro, dormivano abbracciati e li sentivo ogni tanto scambiarsi due parole con quel tono dolce e pacato che si ha appena svegli. Altra fitta allo stomaco, voglia di piangere, voglia di non piangere e poi di nuovo altrove. Ho aspettato, ho solo aspettato che vibrasse il telefono, prima, e che venissero le due e mezza, dopo, senza più speranze: quando li aspetti messaggi e telefonate non arrivano mai, ma le ore passano comunque (magra consolazione, ma tant'è).
Non ho voglia, nè tempo, di dilungarmi: Davide ha passato un concorso per allievi marescialli dei Carabinieri che aveva provato a fare senza riporvi troppe speranze, se dovesse passare anche le prove successive dovrebbe trasferirsi un paio d'anni a Velletri e quindi salutare Torino, l'università e soprattutto me. Due anni senza vederci praticamente mai, per lui, non sono sostenibili. Rinunciare al posto sarebbe un gran stronzata. In pratica, se vince, per noi non c'è futuro.
Io sono confusa, mi si affiorano alla mente pensieri che solo una settimana fa mi sarebbero sembrati semplicemente assurdi e che ora, con la loro concretezza, mi spaventano a morte. Li caccio, rimando le paure da dove son venute e aspetto di poterlo di nuovo guardare negli occhi. L'ho aspettato ieri sera. L'ho aspettato stamattina. Alla fine andrò io da lui, a cercarmi la più cruda delle verità.
Finchè non saprò l'esito finale di questo stupido concorso vivrò in un fastidiosissimo limbo. Ho il terrore che da qui in poi, la nostra, sia una storia ad orologeria. Invece di un "più", noi mettiamo un "meno" davanti al conto dei giorni passati insieme. Un uomo morto che cammina, ecco come mi sento, come i condannati a morte che percorrevano il Miglio Verde.

Mi ricordo quando, poco dopo avermi detto che aveva intenzione di provare a fare questo concorso, in via Roma, mano nella mano, un'auto dei Carabinieri aveva catturato il mio sguardo e lui al volo aveva colto e mi aveva detto: "stai tranquilla, tanto non ci vado a Velletri". E io avevo riso e mi domandavo come avesse fatto a capire cosa stavo pensando.

Lui questa sera è a una festa. Io esco tra poco con un paio di amici. Domani me ne vado in montagna, e ci viene anche mio fratello e avrei voluto tanto che ci fosse anche lui e mi sta così sul cazzo sta situazione che ho finito col piangere di nuovo. Cristo.
Scriverò in seguito il post che volevo scrivere per me. Questo è per voi, che vi siete preoccupati leggendo su fb stati e post poco rassicuranti.
E ora vado di sopra, mi metto un paio di jeans, una maglietta, un maglione, un po' di trucco, un sorriso finto ed esco di casa. Aspetterò tutta sera un sms o una chiamata che chissà se arriveranno mai.




FraFrienne
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Roseability.
« Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono le persone colte. Per loro c'è speranza. »
meeh.
Francesca. 20 Jahre alt *5 Agosto 1989*. A/R Novara - Torino. Leone, ascendente Vergine. Dolce e riflessiva e introversa e indecisa e insicura e misurata e. Silly :D. Grandi aspettative e sogni e passioni e. Autocritica. Innamorata dell'amore. Disponibile alle esigenze altrui. Instabile. Poco pratica e concreta. Incredibile velocità nel legarsi alle persone. Playground Lover. Insaziabile voglia di conoscere. Apolitica. Ipersensibile. Open-minded. Weak a lot, but strong enough. Languida. Nevico Stelline ♥. Vivo una Rivoluzione Immaginaria. Principessa && Strafi. Cinesin-pam-pam.

{Ti chiamiamo Tokyo Eyes, come la canzone }

«OCCHI da ORIENTALE che raccontano EMOZIONI. Sguardo LIMPIDO di Aprile, di DOLCISSIME ILLUSIONI»

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luvv.
La primavera, il sole e i fiori: Frangipane, Dandellions && Poppies. Cercare quadrifogli. I dettagli, le particolarità, le imperfezioni. Le lingue straniere: il lessico italiano, la grammatica && sintassi inglesi, la musicalità francese, la pronuncia tedesca e spagnola. Scrivere per me stessa. Il sushi e le geishe. Tuffarmi nel passato, storico e personale. ShoPPing (Milano, Torino, Vicolungo, Serravalle). Il mare d'inverno. Le cartoline in bianco e nero. Conservare cose inutili, ricordare. I miei quaderni && diari, le lettere. Rinnovare la mia camera, scrivere sui mobili. I viaggi in treno. Caffè, tè e tisane. Accessorize && clothing: glasses, sunglasses, high-heeled shoes, short dresses && skinny jeans. Painting Nails. Riservatezza. Entropia && Chaos. Ikea. Le mie Barbie. Bambi <3. Avere te ♥ come Stella Cometa.

PEOPLE: Alexander Max Band. Pierluigi Ferrantini. Oscar Wilde. Marc DeReuver. Marcello Chirico. Elio Germano. Daria Bignardi. Fabio Volo. Getrude Stein.

>>> Grecian Urn

hatred.
Vittimismo. Persone che urlano. Che non capiscono. Troppo volgari e troppo maliziose. Superficialità. Terrorismo. Noia. I capelli gonfi e crespi. Lontananza. Il cielo bianco bigio. Le Domeniche. Serpenti (paurapaurapaura ç_ç). I "per sempre" e i "mai".

musicc.
THE CALLING && ALEX BAND (supporter). I gruppi nello scenario del rock alternativo italiano più o meno affermati {Afterhours, Marlene Kuntz, Marta sui Tubi, Velvet, Baustelle} e quello estero {Interpol, Smashin Pumpkins, Strokes}. La musica d'atmosfera {Air, Death Cab For Cutie}. Il cantautorato italiano {Fabrizio De André, Franco Battiato, Lucio Battisti, Antonello Venditti}. Gli intramontabili {Cure, David Bowie, Smiths, Velvet Underground}. I nuovi suoni provenienti dall'estero {Radiohead, Muse, Bloc Party}. Il new Britpop {Idlewild, Blur, Stereophonics}.

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SONO IN FISSA: Neffa

novels.
I libri scritti in uno stile particolare {Jack Frusciante e' uscito dal gruppo (E.Brizzi), Chiedi alla polvere (J.Fante), Arancia Meccanica (A.Burgess), Fight Club (C.Palahniuk), Il giovane Holden (J.D.Salinger)}. I libri che sembrano poesie {A.Baricco, M.Fermine}. I grandi classici della letteratura {Dorian Gray, Jacopo Ortis, Il giovane Werther, Narciso e Boccadoro}. Le (auto)biografie. I libri scritti da donne sopra le righe {O.Fallaci, S.De Beauvoir, M.Duras}. I distopian novel {1984 (G.Orwell), Fahrenheit 451 (R.Bradbury)}. I saggi e non di filosofia. I libri di: A.De Carlo, H.Murakami, B.Yoshimoto, F.Volo, N.Ammaniti.

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STO LEGGENDO: Gabriella garofano e cannella (J. Amado)

movies.
I classici della Disney (La Bella e la Bestia, La Sirenetta, Bambi). I film delicati come piume (Le Fabuleux Déstin d'Amélie Poulain, The New World, Little Miss Sunshine, Into The Wild). La commedia all'italiana (Virzì, Pupi Avati) e il cinema italiano (Che ne sarà di noi?, L'Ultimo Bacio, Le fate ignoranti, Saturno Contro, Texas, L'uomo perfetto, Mio fratello è figlio unico, etc etc). I film appassionati (Lost and Delirious, Match Point). I film assurdi e violenti (Trainspotting, Arancia Meccanica, Fight Club, Kill Bill vol. I and II, Pulp Fiction). I film d'atmosfera di Sofia Coppola (Il Giardino delle Vergini Suicide, Lost in Translation, Marie Antoinette). I film di mafia (Romanzo Criminale, Donnie Brasco). I film tratti dai grandi romanzi (L'importanza di chiamarsi Ernesto, Orgoglio e Pregiudizio, Piccole Donne). I film finto-stupidi (Quattro Matrimoni e un Funerale, Il matrimonio del mio migliore amico, Love Actually, Eternal sunshine of the spotless mind).

ULTIMA VISIONE: C.R.A.Z.Y.

via da tutto.
Kimono di seta viola. Calda notte d'estate. Rose bianche del giardino in un vaso di vetro rosso. Guardo fuori dalla finestra, il mare. Vorrei uscire. Fare qualcosa. Essere qualcuno. Essere qualcun altro. Irrequieta e sola e annoiata.

whishlist.
[+]Trasferirmi a Torino
[-]Mettermi a fare sport
[-]Fare un corso di fotografia
[-]Avere una casa solo mia

GIGS:
[-]Alex Band in Italia
[-]Radiohead in Italia di nuovo
[+]Marlene Kuntz (Uno Tour) live@ Ver1Musica (Veruno, NO) 04.10.08
[+]Baustelle (Amen Tour) live@ Hiroshima (TO) 07.03.08
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